L'interno della Cappella Palatina di Palermo con i mosaici dorati, il Cristo Pantocratore nell'abside e le arcate decorate
L'interno della Cappella Palatina di Palermo con i mosaici dorati, il Cristo Pantocratore nell'abside e le arcate decorate. Foto: Hervé Simon · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Se doveste scegliere un solo monumento per capire Palermo, molti palermitani vi indicherebbero il Palazzo dei Normanni. In questo edificio, nella parte più alta della città antica, si sono stratificate quasi tutte le civiltà passate per la Sicilia, e al suo interno si nasconde la Cappella Palatina, uno degli spazi più preziosi d'Italia. Dal 2015 entrambi fanno parte del sito UNESCO di Palermo arabo-normanna. Ecco cosa sapere prima della visita.

Una reggia lunga tremila anni

Il Palazzo sorge su un luogo abitato e fortificato da tempi antichissimi: gli scavi hanno riportato alla luce resti di fortificazioni di epoca fenicio-punica, a cui seguirono le fasi romana e bizantina. In età islamica qui si trovava il Qasr, la residenza degli emiri. Quando i Normanni conquistarono la città, adattarono la fortezza a palazzo reale, e fu Ruggero II, primo re di Sicilia, a far costruire intorno al 1130 il corpo centrale, compresa la cappella. Per questo il Palazzo è considerato la più antica residenza reale d'Europa.

Nei secoli successivi l'edificio è stato ampliato e trasformato, tanto che oggi le sue facciate e i suoi cortili mescolano elementi romanici, bizantini, arabi, gotici, rinascimentali e barocchi. Delle torri normanne originarie si conservano la Torre Pisana e la Torre Joharia. Dal 1947 il Palazzo è sede dell'Assemblea Regionale Siciliana, che si riunisce nella Sala d'Ercole, decorata con le storie dell'eroe dipinte da Giuseppe Velasco.

La Cappella Palatina, uno scrigno d'oro

La Cappella fu voluta da Ruggero II, che ne avviò i lavori intorno al 1130, e fu consacrata il 28 aprile 1140, con dedica a San Pietro apostolo. Entrando, la prima sensazione è di essere avvolti dalla luce dell'oro. La pianta è quella di una basilica a tre navate, separate da colonne di granito e di marmo cipollino che sostengono archi a sesto acuto; sopra il presbiterio si alza una cupola e, secondo la tradizione bizantina, tre absidi chiudono lo spazio verso oriente.

Le pareti sono interamente rivestite di mosaici bizantini con le storie della Genesi nella navata centrale e la vita dei santi Pietro e Paolo nelle navate laterali. Nella cupola il Cristo Pantocratore benedice con la mano destra e tiene il Vangelo aperto nella sinistra, circondato da otto arcangeli. Davanti al presbiterio, sul lato opposto, si trova il trono reale sopraelevato, rivestito di marmi e mosaici, ricomposto in epoca aragonese nel 1460.

Il soffitto a muqarnas

Alzate lo sguardo sulla navata centrale: il soffitto in legno è un capolavoro di arte islamica, costruito a muqarnas, una struttura a nicchie e alveoli simile a un favo d'api. Su di esso sono dipinti migliaia di piccoli soggetti, oltre 3.300 secondo gli studiosi: uccelli, animali fantastici, scene di caccia, di guerra e d'amore, suonatori, danzatrici e perfino giocatori di scacchi. È una rara testimonianza di pittura islamica profana, opera di maestri di scuola fatimide e iranica, e il suo accostamento ai mosaici cristiani racconta meglio di qualunque libro la convivenza tra culture del Regno normanno. Portate con voi un binocolo o usate lo zoom del telefono: i dettagli sono minuscoli e sorprendenti.

Gli Appartamenti reali e la Sala di re Ruggero

Il percorso di visita comprende, quando l'attività parlamentare lo consente, anche gli Appartamenti reali ai piani superiori. Il gioiello è la Sala di re Ruggero, decorata con mosaici di epoca normanna che raffigurano scene di caccia, alberi stilizzati e animali disposti a coppie, come pavoni, leoni, leopardi e centauri, su fondo d'oro: un'allegoria del potere della corte normanna. Merita attenzione anche la Sala dei Venti, ricavata da un'antica cappella normanna, con la rosa dei venti al centro del soffitto.

Consigli per la visita

La Cappella Palatina è un luogo di culto: è richiesto un abbigliamento adeguato, con spalle e gambe coperte. Gli spazi sono raccolti e nelle ore centrali possono affollarsi, quindi conviene arrivare presto. Alcune sale del Palazzo possono essere chiuse per le sedute dell'Assemblea o per eventi istituzionali: biglietti, orari e percorsi disponibili vanno verificati sul sito ufficiale della Fondazione Federico II, che cura i servizi di visita. Usciti dal Palazzo, a pochi minuti a piedi trovate San Giovanni degli Eremiti e, scendendo lungo il Cassaro, la Cattedrale.

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Una base tra mare e centro

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