Un banco del mercato di Ballarò a Palermo carico di grappoli d'uva bianca e nera decorati con nastri colorati
Un banco del mercato di Ballarò a Palermo carico di grappoli d'uva bianca e nera decorati con nastri colorati. Foto: Benjamín Núñez González · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Per conoscere davvero Palermo bisogna perdersi almeno una volta tra i suoi mercati storici. Non sono semplici luoghi dove fare la spesa: sono pezzi di città che conservano, quasi intatta, un'atmosfera che molti paragonano ai suk del Nord Africa. Le strade strette si riempiono di tende, cassette e banconi; i venditori richiamano i passanti con le loro abbanniate, i richiami cantilenati in dialetto che decantano la merce; e tra un banco e l'altro spuntano le friggitorie del cibo di strada. Ballarò, la Vucciria e il Capo sono i tre mercati storici più importanti della città, ognuno con un carattere diverso. Ecco come scoprirli.

Ballarò, il più antico

Ballarò è considerato il più antico dei mercati di Palermo ed è anche quello più frequentato ogni giorno dai palermitani. Si trova nel quartiere dell'Albergheria e si snoda da Piazza Casa Professa fino ai bastioni di corso Tukory, verso Porta Sant'Agata. Le sue origini risalgono con ogni probabilità all'epoca araba, e sull'etimologia del nome si discute ancora: secondo una delle ipotesi più diffuse deriverebbe da Bahlara, un villaggio nei pressi di Monreale da cui provenivano i mercanti arabi, ma c'è anche chi lo collega a un'espressione araba che indicava il luogo della fiera.

Qui si vende soprattutto frutta, verdura ed erbe aromatiche, insieme a carne, pesce e articoli per la casa. È il posto giusto per vedere da vicino i prodotti di stagione siciliani, dalle melanzane ai fichi d'India, dai limoni ai grappoli d'uva, e per assaggiare i classici del cibo di strada palermitano: le panelle di farina di ceci, le crocchè di patate (i cazzilli), il polpo bollito e il pani ca' meusa, il panino con la milza.

La Vucciria, tra storia e vita notturna

La Vucciria si trova nel mandamento di Castellammare, tra via Roma, la Cala e Piazza Caracciolo. Il nome deriva dal francese boucherie, macelleria: in epoca angioina era infatti il luogo della macellazione e della vendita della carne, e solo più tardi si trasformò in un mercato di pesce, frutta e verdura. Grazie alla vicinanza con il porto, già nel Medioevo attirava mercanti genovesi, pisani e veneziani. Nel 1783 il viceré Caracciolo fece ridisegnare la piazza principale, con portici e una fontana al centro. In dialetto palermitano la parola vucciria è diventata sinonimo di confusione, di vociare chiassoso: un omaggio involontario all'atmosfera del mercato.

La Vucciria è entrata anche nella storia dell'arte grazie al celebre dipinto che Renato Guttuso le dedicò nel 1974, un'esplosione di colori, merci e figure. Oggi molti banchi storici hanno chiuso e la zona, soprattutto la sera, è diventata uno dei luoghi della movida palermitana: di giorno conserva ancora qualche banco e il fascino dei suoi vicoli.

Il Capo, ai piedi del Teatro Massimo

Il mercato del Capo occupa la parte alta dell'antico quartiere del Seralcadio, alle spalle del Teatro Massimo e non lontano dalla Cattedrale. Il nome viene da caput Seralcadii, la testa del Seralcadio, poi abbreviato semplicemente in Capo. L'ingresso più scenografico è la trecentesca Porta Carini, da cui si entra in un reticolo di vie e vicoli che si allunga lungo via Carini, via Beati Paoli e via Sant'Agostino. Il nome di via Beati Paoli richiama una leggenda cittadina: si racconta che nelle cavità sotterranee di questa zona si riunisse l'omonima setta segreta. Al Capo si trovano soprattutto prodotti alimentari, dai banchi di pesce e carne a quelli di frutta, verdura, formaggi e spezie.

Consigli per la visita

  • Andate al mattino: è il momento in cui i banchi sono più forniti e il mercato è più vivo.
  • Muovetevi a piedi e con poche cose: le vie sono strette e affollate, quindi tenete d'occhio borse e zaini come in ogni luogo molto frequentato.
  • Chiedete prima di fotografare le persone: i venditori sono spesso disponibili e simpatici, ma un sorriso e una domanda sono sempre graditi.
  • Assaggiate con curiosità: il cibo di strada è parte della cultura della città, e comprare frutta di stagione è un modo semplice per portarne a casa il sapore.

Giorni e orari dei mercati possono variare, soprattutto nei festivi: per informazioni aggiornate fate riferimento al portale turistico del Comune di Palermo.

Da La casa di Sciù Sciù la metro è a 5 minuti a piedi e porta nel centro storico in circa 10 minuti: la mattina potete esplorare i mercati e la sera rientrare in una casa con cucina attrezzata, dove preparare con calma ciò che avete comprato.

Una base tra mare e centro

La casa di Sciù Sciù è una casa vacanze di 35 mq al piano terra a Palermo: la metro è a 5 minuti a piedi e porta nel centro storico in circa 10 minuti.