Frutta martorana di pasta di mandorle a forma di mandarino, pera e ciliegie, appoggiata su un panno di pizzo bianco
Frutta martorana di pasta di mandorle a forma di mandarino, pera e ciliegie, appoggiata su un panno di pizzo bianco. Foto: Auregann · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi visita Palermo all'inizio di novembre scopre una tradizione che sorprende molti viaggiatori: qui la commemorazione dei defunti del 2 novembre non è soltanto un giorno di raccoglimento, ma anche una vera festa, soprattutto per i bambini. Secondo una credenza antichissima, nella notte tra l'1 e il 2 novembre i defunti della famiglia tornano a far visita ai loro cari e lasciano dei regali ai più piccoli. La mattina, al risveglio, i bambini cercano per casa i doni dei morti, accompagnati da dolci che esistono solo in questo periodo dell'anno. È un modo tenero e colorato di ricordare chi non c'è più, tenendo viva la memoria di generazione in generazione.

Una tradizione antica

Secondo il Portale del Turismo del Comune di Palermo, la Festa dei Morti risale al X secolo, quando si credeva che nella notte tra l'1 e il 2 novembre i defunti visitassero i loro cari ancora in vita. Nel tempo questa credenza si è trasformata in un rito familiare: i regali vengono acquistati da genitori e parenti nelle tradizionali fiere dei giorni precedenti, nascosti in casa e poi ritrovati dai bambini la mattina del 2 novembre, in una sorta di caccia al tesoro. La tradizione popolare racconta anche, con un sorriso, che i bambini che non si sono comportati bene rischiano di farsi «grattare i piedi» dai morti: per questo, in molte case, si nascondeva la grattugia.

U cannistru, il cesto dei doni

Simbolo della festa è u cannistru, un cesto preparato con cura dagli adulti e colmo di primizie di stagione, frutta secca e dolci tipici. Dentro non mancano mai la frutta martorana e i pupi di zucchero, accompagnati da biscotti come le ossa di morto (in dialetto crozzi 'i mottu), i tetù bianchi e al cacao, i taralli glassati e i nucatoli. Oggi accanto ai dolci trovano posto anche giocattoli e piccoli regali, ma il senso è lo stesso di sempre: far trovare ai bambini una sorpresa che arriva dai nonni e dai bisnonni che non ci sono più.

La frutta martorana

Tra tutti i dolci della festa, la frutta martorana è probabilmente il più spettacolare: piccole riproduzioni di frutta, e a volte di ortaggi o pesci, così realistiche da sembrare vere. La ricetta si basa su farina di mandorle, zucchero e miele; la pasta viene modellata e poi dipinta a mano con grande pazienza. Il nome viene dalla chiesa della Martorana, fondata nel 1143, e dall'attiguo monastero benedettino fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana nel 1194. Secondo la tradizione, furono proprio le monache del monastero a inventare questi dolci per sostituire i frutti già raccolti dagli alberi del convento e abbellire il monastero in occasione della visita del papa dell'epoca. La frutta martorana è oggi riconosciuta tra i Prodotti agroalimentari tradizionali italiani ed è legata in modo particolare alla Festa dei Morti.

I pupi di zucchero

Accanto alla frutta martorana ci sono i pupi di zucchero, chiamati anche pupi ri zuccaru o pupaccena: statuette cave di zucchero indurito, colorate a mano. I soggetti tradizionali sono i Paladini di Francia, gli stessi eroi del teatro dei pupi siciliano, insieme a dame, ballerine e figure maschili e femminili; oggi capita di trovarne anche a forma di personaggi dei cartoni animati. Si realizzano colando lo zucchero in stampi di gesso, preparati da artigiani specializzati, e decorandoli poi con colori vivaci. Sull'origine circolano diverse leggende: c'è chi la collega ai banchetti rinascimentali con sculture di zucchero, chi la fa risalire alla dominazione araba. Quel che è certo è che, per i bambini palermitani, ricevere il proprio pupo è da sempre una gioia.

Vivere la festa da visitatori

Nei giorni che precedono il 2 novembre la città si riempie di colori: le vetrine delle pasticcerie si animano di cesti di frutta martorana e di file di pupi, e in diversi punti si allestiscono fiere e mercatini dedicati. È un ottimo momento per assaggiare i dolci della tradizione e portarne qualcuno a casa come ricordo, magari con una piccola scatola di frutta martorana da regalare. Ricordate però che il 2 novembre resta prima di tutto un giorno di memoria, in cui molte famiglie visitano i propri cari al cimitero: è bello partecipare con discrezione e rispetto. Luoghi e date delle fiere cambiano di anno in anno, quindi verificate il programma aggiornato sui canali ufficiali del Comune di Palermo.

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Dormire vicino alle feste

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