Una lunga parete di pupi siciliani in armatura, paladini e personaggi in costume esposti al Museo internazionale delle marionette di Palermo
Una lunga parete di pupi siciliani in armatura, paladini e personaggi in costume esposti al Museo internazionale delle marionette di Palermo. Foto: Giacomo Bordonaro · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ci sono esperienze che raccontano la Sicilia meglio di qualsiasi libro, e assistere a uno spettacolo dell'Opera dei Pupi è una di queste. Cavalieri in armatura lucente, duelli a colpi di spada, battaglie contro i Saraceni, amori impossibili e tradimenti: sul piccolo palcoscenico dei pupari prende vita un mondo epico che per generazioni ha appassionato il pubblico popolare dell'isola. Oggi questa tradizione è riconosciuta come patrimonio dell'umanità, e Palermo è uno dei luoghi migliori per scoprirla.

Una tradizione nata nell'Ottocento

L'Opera dei Pupi è una forma di teatro di marionette che si è affermata in Sicilia all'inizio del XIX secolo, conoscendo una straordinaria popolarità soprattutto tra le classi popolari. Le sue origini precise restano incerte, ma le fonti ricordano tra i pionieri palermitani nomi come Gaetano Greco e Liberto Canino. Gli spettacoli erano spesso organizzati a puntate, distribuiti su più serate, e il teatro diventava un luogo di incontro quotidiano per il quartiere: il pubblico seguiva le vicende dei propri eroi come oggi si segue una serie, parteggiando apertamente per l'uno o per l'altro.

Le compagnie erano quasi sempre imprese familiari, in cui il mestiere si tramandava di padre in figlio. I pupari costruivano personalmente i pupi, intagliando il legno, dipingendo i volti e battendo a mano le armature metalliche, e dipingevano i fondali e i cartelloni che annunciavano gli spettacoli. Gran parte dei dialoghi veniva improvvisata, e la bravura del puparo stava proprio nel saper tenere il pubblico con il fiato sospeso.

Paladini, Saraceni e traditori

Il repertorio attinge soprattutto alla letteratura cavalleresca medievale, e in particolare al ciclo carolingio: le storie dei paladini di Francia al servizio di Carlo Magno. I protagonisti sono figure entrate nell'immaginario siciliano, come Orlando, il più valoroso dei cavalieri, il generoso Rinaldo e il perfido Gano di Maganza, il traditore per eccellenza. Accanto a loro trovano spazio episodi tratti dai poemi del Rinascimento come l'Orlando furioso di Ariosto, ma anche vite di santi, vicende di briganti celebri e storie legate alla Sicilia normanna.

Scuola palermitana e scuola catanese

Nel tempo si sono sviluppate due grandi scuole, con caratteristiche ben riconoscibili.

  • La scuola palermitana, diffusa nella Sicilia occidentale, usa pupi più piccoli e leggeri, alti circa 90 centimetri, con le ginocchia snodate. Vengono manovrati dai lati del palcoscenico, e questo permette movimenti agili e spettacolari durante i duelli.
  • La scuola catanese, tipica della Sicilia orientale, utilizza pupi molto più grandi e pesanti, che superano il metro di altezza, con le gambe rigide. Vengono manovrati dall'alto, da una passerella posta dietro il fondale.

Osservare da vicino queste differenze è uno dei piaceri di una visita al museo o di uno spettacolo: ogni dettaglio, dalla foggia dell'elmo ai colori del mantello, aiuta a riconoscere il personaggio e la tradizione da cui proviene.

Il riconoscimento UNESCO

Nel 2001 l'UNESCO ha proclamato l'Opera dei Pupi Capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell'umanità, e nel 2008 la tradizione è stata iscritta nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale: è stato il primo riconoscimento di questo tipo per l'Italia. L'UNESCO sottolinea anche le fragilità di questa arte: con il boom economico degli anni Cinquanta il pubblico tradizionale si è ridotto e oggi molti pupari faticano a vivere solo del proprio mestiere. Assistere a uno spettacolo, quindi, è anche un modo concreto per sostenere una tradizione viva.

Il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino

A Palermo il luogo di riferimento per conoscere questa tradizione è il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, fondato nel 1975 dall'Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari, a sua volta nata per iniziativa del medico e antropologo palermitano Antonio Pasqualino. La collezione conta oltre cinquemila pezzi tra pupi, marionette, burattini, figure del teatro d'ombre e macchine teatrali: accanto ai pupi palermitani e catanesi si trovano esemplari provenienti da Napoli e da molti paesi di Europa, Asia e Africa. Il museo organizza anche spettacoli e il Festival di Morgana, una rassegna dedicata al teatro di figura tradizionale e contemporaneo che si svolge ogni anno.

Per orari, programma degli spettacoli e date del festival vi consigliamo di consultare il sito ufficiale del museo prima della visita. Anche diversi teatri di tradizione familiare in città propongono spettacoli dell'Opera dei Pupi: informatevi sui loro canali ufficiali.

Una serata con i paladini

Dopo uno spettacolo di pupi, rientrare a La casa di Sciù Sciù è semplice: la metro è a 5 minuti a piedi dalla casa e collega il centro storico in circa 10 minuti. Una serata con Orlando e Rinaldo è un'esperienza adatta anche ai più piccoli, e la casa accoglie famiglie fino a 4 ospiti.

Fra il mare e il centro storico

Al piano terra, con il mare a 5 minuti a piedi e la metro per il centro storico: una casa vacanze di 35 mq da cui partire alla scoperta di Palermo e dei suoi dintorni.